Documento senza titolo
 Toni Comello   indice
la vita    
     
     
Documento senza titolo
 Il Trebbo: lezioni gioco spettacolo per la scuola primaria mail home X
Storia e Civiltà   Scienze e ambiente   Lettere e poesia   Musica e commedia   Le altre sedi
Oddio l'uomo!   2+2 la matematica   Il porcospino goloso   Le avventure di Pierino   a Torino
In viaggio sul Nilo   H2O, il succo del mondo   La sQuola   Arlecchino   a Osnago
Antica Grecia   Intestino, viaggio nel corpo   Pinocchio!        
Ave Caesar       L'Odissea        
mail home menu
Documento senza titolo

Documento senza titolo

Toni Comello è morto a 81 anni dopo averne spesi cinquanta a divulgare cultura come studioso, autore, traduttore, formatore, attore e regista. La somma sintesi della sua vita artistica rimane nelle sue Esplorazioni Dantesche.

A trent’anni dà vita, a Cervia, al Trebbo Poetico (trivium, il punto d’incontro tra le vie del poeta, dell’attore e dello spettatore): incontri popolari di piazza in Italia e all’estero, spesso in presenza dei più grandi poeti italiani, Ungaretti in prima fila, dal ‘57 Presidente del Trebbo. Per ascoltare la Poesia spiegata e recitata da Comello con rigore e passione ma senza accademismi, confluiscono folle, composte da persone di ogni ceto e livello culturale, dai contadini agli intellettuali, dal Presidente della Repubblica ai minatori emigrati in Olanda.
A partire dal 1960 propone anche spettacoli-documentario su tematiche civili: Risorgimento, Resistenza, l’enciclica “Pacem in terris” di Roncalli, l’opera di Gramsci.

Nel 1965 si stabilisce a Milano, in via De Amicis 17, dove fonda il Centro di Lavoro Teatrale “Il Trebbo”, instaurando un rapporto privilegiato con la Scuola e l’Università: diventa il teatro del ’68 e prosegue nell’opera di avvicina-mento ai grandi testi della letteratura italiana: Dante, Alfieri, Foscolo, Leopardi, Ungaretti, Montale.
Sono di questi anni i suoi spettacoli più memorabili: “Serva Italia”, “Antigone”, “Con atto e con parola”.

Dal 1977 inizia a lavorare per la Scuola dell’obbligo, inventando “Le Favole della Realtà”, spettacoli-lezioni-gioco su argomenti scolastici: imparare divertendosi, una scuola-in-movimento. Con un seguito tuttora enorme: in trent’anni di repliche hanno partecipato oltre un milione e mezzo di scolari.
Il primo lavoro è un omaggio a Montale, che presenzia commosso a un incontro con centinaia di bambini che esponevano i propri disegni ispirati dallo spettacolo. Nel corso degli anni crea una dozzina di lezioni-gioco (storia, matematica, scienze, musica), seguiti da 50.000 alunni ogni stagione, provenienti da ogni angolo della Lombardia. Negli ultimi an-ni arrivano al Trebbo maestre già venute da piccole. E da diverse stagioni altri gruppi teatrali mettono in scena “Le Favole della Realtà” a Torino, Bergamo, Firenze, Roma.

Toni Comello continua inoltre a girare l’Italia per far conoscere la Poesia ai giovani. Lo fa in bicicletta, fino a 75 anni, dal Salento alla Carnia alla Sardegna.
Quando smette di pedalare continua comunque a lavorare: licei e associazioni di tutta Italia continuano a richiedergli le sue Esplorazioni Dantesche. E, sentendosi ormai “pronto”, dopo una vita passata a studiare la Divina Commedia, traduce Omero.

Negli ultimi anni corona un suo sogno: stabilirsi a Firenze, lasciando parzialmente Milano, dalla cui Amministrazione non ha mai ricevuto la giusta considerazione (nel 1994 rice-vette perfino lo sfratto dal Comune, che fu subito revocato a causa del fiume di lettere di indignata protesta, capofila il poeta Andrea Zanzotto, di personalità dello spettacolo, della cultura, della società civile e dell’università, oltre a migliaia di firme di presidi, professori, maestre, studen-ti e alunni di tutta Italia).
Supportato da studiosi europei e americani, mette in piedi a Firenze a ottant’anni, un centro di studi danteschi per proseguire la divulgazione della Divina Commedia agli studenti stranieri e italiani in gita scolastica, con il vigore e la precisione di sempre.
Fino all’ultimo in salute, muore a causa di un’improvvisa malattia.

Pervaso da integrità morale assoluta, non ha mai lavorato per lucro, rifiutando aiuti da privati che reputava indegni e non ricevendone mai da fondi pubblici.
Politicamente ha sempre manifestato il suo orientamento: P.C.I. prima, D.S. poi. Dopo le elezioni del 2001 per sdegno si auto-esiliò temporaneamente dall’Italia.
Mai alla ricerca di qualsiasi pubblicità e lontano dai cla-mori della cronaca, per cinquant’anni si è battuto in silenzio per educare generazioni di giovani.
Il Trebbo da lui fondato ancora resiste (dal 1993 si chiama proprio Centro di Resistenza Culturale), perché il lavoro che vi si fa è serio, onesto, intelligente e divertente. E per questo funziona e viene tanto apprezzato.

Vero e raro Maestro della Parola, Toni Comello è l’unico che abbia cercato di incarnare autenticamente Dante.
Chi ha avuto il privilegio di sentirlo recitare sa che ci era riuscito.

 

 

 

ho voluto potuto saputo fare solo questo, ma l'ho lasciato ogni volta che c'era qualcosa di più sociale da fare.